San Benedetto in Perillis - Abruzzointour

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San Benedetto in Perillis

Provincia dell'Aquila
San Benedetto in Perillis sorge a 878 m s.l.m. su di una collina e fa parte della Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli. Conta 131 abitanti.
 
Storia
Numerosi reperti archeologici testimoniano le tracce di una  ricca storia che pone le sue basi intorno al VII-VI secolo. Risalgono a questo periodo, infatti, le antiche necropoli scoperte così come elementi di un insediamento romano-vestino. Il suo nome trarrebbe origine dal monastero benedettino attorno al quale si sviluppò il suo centro abitato intorno all’VIII secolo d.C. Posto a ridosso di una collina, manteneva una posizione particolarmente strategica tra la costa ed i paesi montani. Nel medioevo, infatti, questo venne fortificato tramite la costruzione di due cinta murarie e di torri d’avvistamento di cui rimangono ancora oggi delle valide tracce. Caratteristica di questo borgo erano inoltre dato da un sistema di grotte sotterranee, ben 70, tra cui spicca la Grotta di Zupone che rappresentava un punto di incontro tra gli abitanti.  Fu uno dei castelli del Contado aquilano infatti partecipò verso il 1254 alla fondazione dell’Aquila. Fu feudo di diverse famiglie tra cui i Caracciolo nel 1586 mentre, al termine del XVIII secolo venne acquistato dai padri Celestini dell’Aquila. Ha raggiunto lo status di comune autonomo solo nel 1947, sino al quale era stata una frazione del paese di Collepietro.
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Da visitare:
la Chiesa di S. Benedetto. Presenta una facciata pre-romanica con motivi ornamentali longobardi e un interno caratterizzato da diversi stili architettonici, dal romanico al gotico a quello rinascimentale. Fu sconsacrata a seguito dell’eccidio al suo interno di sette persone e riconsacrata nel 1345;
la Grotta di Zupone. Detta anche “il Parlamento” per la sua funzione di incontro per gli abitanti del paese, è organizzata in diversi spazi. Vi è infatti una zona adibita agli uomini, una alle sole donne e agli attrezzi per la tessitura, una per i bambini;
il Museo della Cultura materiale. Contiene diversi reperti dal Neolitico a un frantoio della metà dell’Ottocento ancora funzionante, a un vecchio telaio utilizzato per tessere il saccone in canapa, usato come fodera per i materassi di foglie di granoturco.
Curiosità:
Vi sono nel paese diverse serrature completamente in legno di pagliai, fondaci e vecchie stalle, perfettamente identiche a quelle realizzate dagli Egizi nel III millennio a.C.
In questa zona è tipica la coltivazione dello zafferano spezia.
(Testo tratto da wikipedia)
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