Roccacasale - Abruzzointour

Dal mare alla montagna in pochi minuti.

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Roccacasale

Provincia dell'Aquila
Roccacasale è un piccolo centro della Valle Peligna situato a 450 metri s.l.m. Alle pendici del Monte della Rocca. Conta 713 abitanti e  fa parte della Comunità montana Peligna.
 

Storia
 
L'esistenza di primi insediamenti umani è accertata in epoca pre-romana, ma il vero nucleo abitativo risale al IX-X secolo d.C.
L'incastellamento del borgo avviene sul finire dell'anno mille, periodo in cui il Duca di Spoleto nominò valvassore nella Conca di Sulmona Pietro De Sanctis. La prima traccia dell'attuale denominazione del borgo risale ad una bolla di Lucio III del 1183 nella quale il paese viene chiamato con il nome di Roccae Casalis Castrum.

Nel 1251 Roccacasale era feudo dei signori di Collepietro Aloisio e Manfredi; nel 1279 passò sotto il controllo dei militi Gualtieri e Petrone di Collepietro; nel 1307 ne erano possessori il nobile Tommaso di Collepietro e il milite Tommaso suo omonimo, il quale diede in dote a sua moglie la sua parte che, nel 1318, fu venduta a Giacomo Cantelmo.

Nel 1525 il feudo pare torni sotto il controllo della famiglia De Sanctis, ma nel 1590 il feudo passò di nuovo ai Cantelmo di Popoli che ne rivendette la giurisdizione a Pietro Di Pietro di Sulmona che l’affidò a sua figlia Isabella, moglie del capitano Domenico Antonio De Sanctis di Roccacasale.
Nel 1798 il Barone Giuseppe Maria De Sanctis con le sue truppe, accorse in aiuto del Marchese di Pescara contro i francesi. Nella battaglia i transalpini ricacciarono i difensori da Cassino fino a Popoli. Sbaragliata quest'ultima difesa assediarono il castello di Roccacasale che cadde il 15 marzo 1799 ed i Francesi, al comando del generale Duhesme, assaltarono il paese trucidando tutti i presenti ed appiccando il fuoco. Il castello subì ingenti danni e cadde definitivamente in rovina.


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Da visitare:
la chiesa di San Michele Arcangelo, consacrata nel 1579 ma la cui fondazione è molto più antica;
i resti del Palazzo Baronale, risalente probabilmente all'XI secolo;
le rovine del castello di Roccacasale, posto a monte dell’abitato, fu eretto intorno all'anno Mille.

La gastronomia locale pesca a piene mani dalla cucina tipica abruzzese. Piatti caratteristici sono il “Sangunacce”: sangue freschissimo di maiale, mosto cotto, scorze di arance tagliate molto finemente, una stecca di cannella, un bicchiere di strutto, mandorle o noci tostate e tritate, un po’ di zucchero, una bustina di vaniglia, una grattugiata di noce moscata. Si prepara mischiando il sangue con il mosto cotto mettendo il tutto in una pentola a bollire a fuoco lento e continuando a mischiare il composto. Si aggiungono ad uno ad uno gli altri ingredienti e si cuoce il tutto per circa due ore. Altro piatto tipico è il Ranere, ovvero granturco ammollato e bollito e poi salato in una teglia con olio di oliva, aglio e peperoncino.
La Frittata di “crastatiegl” si prepara invece friggendo i gambi di fiore d’aglio in olio di oliva e, quando sono ben cotti, si versano i “crastatiegl” (fiori e gambi d’aglio) sopra le uova sbattute con pecorino, voltando poi la frittata una sola volta.

I prodotti tipici di Roccacasale sono il vino, l’olio e le olive, patate, fagioli e pomodori. Ottima è anche la produzione di formaggio pecorino.
Inoltre nel territorio sono presenti varie specie di funghi tra le quali la più diffusa è quella dei chiodini.
(testo tratto da wiklipedia e dal sito del Comune)
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