Pratola Peligna - Abruzzointour

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Pratola Peligna

Provincia dell'Aquila
Pratola Peligna è un comune di 7.888 abitanti, situato nella Conca Peligna ad un'altezza di 342 metri s.l.m.. Fa parte della Comunità montana peligna.
 

Storia
Il primo documento in cui compare il nome di Pratola risale al 997 ed è un atto agricolo riportato nel Chronicon Volturnensis in cui, nonostante compaia il nome di Pratule, non si riferisce ad un nucleo abitativo. È nel corso del XII secolo che fu creato un centro fortificato, il castrum Pratulae che nel 1170 fu donato al vescovo Odorisio di Forcona dal normanno Guglielmo II.
 
Nel 1294 il feudo, per volontà di Carlo II d'Angiò, fu donato a Papa Celestino V ed al suo ordino che attraverso l'abbazia di Santo Spirito del Morrone dominarono il territorio fino al 1807, quando Napoleone abolì il sistema feudale.
 
Nel 1799 il paese si ribellò contro l'invasione francese, nel 1848 si oppose alla Costituzione del governo borbonico di Ferdinando II e nel 1934 il popolo si sollevò contro il regime fascista.
 
Il paese assunse il nome di Pratola Peligna nel 1863 a seguito dell'emanazione di un regio decreto.
 


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Da visitare:
il centro storico, vi si accende attraversando l'Arco d'Angiò che porta nella piazzetta di San Pietro Celestino;
il Santuario della Madonna della Libera. Edificata nel XVI secolo;
i Palazzi storici: Palazzo De Petri (sec. XVI), Palazzetto Campana (sec. XVII), Palazzo Colella Santoro (inizi sec. XX), Palazzo Di Prospero (fine sec. XIX);
le Chiesetta della madonna della Pietà e della Madonna delle Grazie i cui edifici attigui furono costruiti nel XVI secolo ed oggi sono considerati monumenti nazionali;
la Chiesa di San Rocco, fondata nel XVI secolo e ristrutturata nel XX;
il Museo della Civiltà Contadina inaugurato nel 1995.
Pratola vanta una tradizione gastronomica legata alla cucina contadina: i "fagioli di Pratola", "poverelli" e "cannellini", costituiscono l'ingrediente base di numerosi piatti tipici.
Il pranzo della vigilia di Natale è particolarmente caratteristico e comprende "le sette minestre", costituite da sette portate cucinate con prodotti locali: minestra di lenticchie, minestra di ceci, spaghetti al sugo di trota o di tinca, baccalà, cavoli lessi e scrippelle salate in sostituzione del pane.
Tra i dolci degni di nota sono "le pizzelle", i "ceci ripieni" (fagottini a mezzaluna con ripieno di passata di ceci, mosto cotto, cioccolato e canditi) e la "pizze" "di Carnevale" e "di Pasqua".
L'attività agricola della zona si contraddistingue per la produzione di vini come il Montepulciano d'Abruzzo, il Cerasuolo d'Abruzzo ed il Trebbiano.

(Testi tratti da Wikipedia, www.abruzzoeappennino.com e http://www.prolocopratola.it/)
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