Controguerra - Abruzzointour

Dal mare alla montagna in pochi minuti.

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Controguerra

Provincia di Teramo
Controguerra  sorge a 267 m s.l.m. su di un colle alle spalle della valle del Tronto. Conta 2.491 abitanti.

Storia
Di origini antichissime, ne sono prova l’origine del suo nome citato per la prima volta nel 500 d.C al tempo del conflitto gotico-bizantino, e i numerosi reperti archeologici portati alla luce. Secondo alcuni studiosi il toponimo deriverebbe dal latino “contrada” e da  “Guerra”, un nome di persona molto frequente nell’antichità, altri invece, ritengono che sia stato tratto dal latino “contra” che letteralmente significa “dirimpetto a” e che farebbe pensare alla presenza di una località chiamata nome “Guerra”. Numerose notizie su questo comune partono dal medioevo, in cui, come altri centri venne munito di cinta murarie che circondassero il paese e di un castello che consentisse il controllo dell’intera vallata del Tronto. Ad esso si accedeva tramite una porta principale nota oggi con il nome di Porta Maggiore. Nella metà del  XV secolo divenne feudo degli Acquaviva (duchi di Atri), i quali eressero un Torrione ed un palazzo a loro nominato. Attualmente, il comune presenta un tessuto ottocentesco ed alcuni edifici in laterizio del XVII secolo.


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Da visitare:
la Chiesa  Parrocchiale di San  Benedetto Abate. Fondata nel 1609  con il titolo di San Benedetto e San Pietro, oggi si presenta con le linee del restauro del primo Ottocento  e mostra  sul portale in pietra lo stemma del paese;
la Chiesa della Madonna delle Grazie. Eretta verso la metà del XVI secolo è stato più  volte  distrutto e restaurato nei secoli seguenti;
la Chiesa di San Rocco. Costruita nel 1527 quando un’epidemia di peste funestò la popolazione locale;  
il Torrione. Denominato Palazzo Ducale(in riferimento alla passata signoria degli Acquaviva), venne costruito nel 1370 sui resti di edifici romani.
Prodotti tipici locali:
Molto diffusi nella zona di Controguerra, sono i vigneti, infatti da pochi anni, è nata una nuova D.O.C. che prende il nome proprio di CONTROGUERRA D.O.C., in quanto permette la produzione di vini  D.O.C. nati da vitigni autoctoni.
i maccheroni alla chitarra. Prendono il nome dalla "chitarra", lo strumento con cui si lavora la pasta per ottenerli. Passandovi con un mattarello le sfoglie di pasta si ottengono i maccheroni che una tradizione antica vuole conditi con un ragù di agnello e peperoni irrorato di vino;
le scrippelle 'mbusse. Probabilmente derivanti dalle crêpes francesi, hanno acquisito in Abruzzo un carattere tutto particolare, grazie anche al pecorino grattugiato, che deve essere di buona stagionatura. La tradizione le vuole fritte solitamente nella sugna e, appena cotte, cosparse con il pecorino.
Una volta messe nel piatto,poi, viene versato del brodo bollente di gallina. Con le stesse scrippelle si pùo inoltre preparare il timballo una sorta di pasta al forno realizzata con sfoglie e ripiena di vari ingredienti tra cui carne, uova, latte e parmigiano.
le virtù . Antica ricetta di verdure che l'usanza vuole si consumi agli inizi di maggio. Sono un piatto beneaugurante che include sette tipi di legumi secchi (i resti delle provviste dell'inverno), sette tipi di legumi freschi e sette tipi di verdure (i prodotti del presente), sette qualita’ di carne, sette forme di pasta, sette condimenti, sette ore di cottura.
le mazzarelle. Sono il primo obbligatorio del pranzo pasquale. Piatto semplice, all'apparenza, coratella di agnello avvolta in foglie di indivia legate con budelline dello stesso agnello, ma soggetto all'irrisolto dibattito tra due scuole di pensiero: quella della mazzarella semplice, cotta in un soffritto che ne esalti il sapore, e quella della mazzarella in umido, lasciata cuocere in un sughetto che si impreziosisce degli umori delle carni d'agnello.

(testi tratti dal sito del Comuune e da Wikipedia)

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