Borrello - Abruzzointour

Dal mare alla montagna in pochi minuti.

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Borrello

Provincia Chieti
Borrello, a 804 m. di altitudine, con 444 abitanti, è un piccolo centro appenninico di antica origine, lungo la strada provinciale che si stacca dalla S.S. 558 per risalire dalla valle del Sangro in direzione sud-est verso l’alto Molise; è incluso nella Comunità Montana Medio Sangro in provincia di Chieti. Il centro abitato si sviluppa lungo un pianoro situato sopra un ripido costone roccioso che si erge tra i monti del medio corso del fiume Sangro, circondato da boschi e vallate ricche di acque incontaminate, con una flora e una fauna del tutto particolari.

Storia
Pochi reperti archeologici testimoniano presenze interessanti sia in epoca italica che romana, ma solo dal X secolo le fonti storiche lo citano chiaramente con il nome di Civitas Burrelli indicandolo come possedimento della potente famiglia franca dei Borrello discendente dei conti dei Marsi. I feudi di questa famiglia rimasero saldamente nelle mani dei suoi discendenti, quasi tutti di nome Borrello, fino al 1139 quando il re normanno Ruggero II inglobò definitivamente le terre d’Abruzzo sotto lo scettro della corona di Sicilia. Da questo momento Borrello divenne uno dei tanti piccoli feudi del Regno nel quale seguì una lunga fila di feudatari appartenenti alle famiglie più o meno in vista della nobiltà partenopea e risentì di tutte le vicende che coinvolsero storicamente il Regno di Napoli fino all’unità d’Italia. Interamente distrutto dalle armate tedesche durante l’ultimo conflitto mondiale fu ricostruito con tenacia dai suoi abitanti malgrado lo spopolamento sia durato fino alla fine degli anni ’60. Oggi si presenta con un aspetto gradevole per i soggiorni estivi con ampi panorami sulla valle del Sangro a nord e fino ai contrafforti del Molise verso sud, questa posizione gli conferisce un clima fresco in estate e ricco di abbondanti nevicate nei periodi freddi.

fuori casa in Abruzzo
Itinerario: Borrello, le cascate di Rio Verde
Le Cascate del Rio Verde, le più alte dell'Appennino, seconde in Italia e tra le più alte in Europa e nel Mondo.
Può essere raggiunta percorrendo la A14 ed uscendo a Val di Sangro per poi proseguire lungo la superstrada fondovalle Sangro in direzione Castel di Sangro fino all'uscita per Quadri da cui si raggiunge Borrello.
Oppure con l'autostrada A25 Roma-Pescara uscendo a   Sulmona e proseguendo fino a Castel di Sangro per poi percorrere la stessa fondovalle.

Dista da L'Aquila 169 km, da Pescara 103 Km, da Chieti 80 Km, da Teramo 163 km.
Il fiume Rio Verde nasce a Quarto, tra l'Abruzzo ed il Molise, e poi si congiunge al Sangro con un dislivello che crea spettacolari cascate formate da tre salti
di circa 200 metri. In zona potremo percorrere tre sentieri a piedi.
Il sentiero natura parte dal centro visite e in circa 2 km di cammino, ci permette di ammirare la purezza delle acque e la bellezze delle imponenti cascate.

Il Sentiero del Vallone Piccioni invece comincia dal paese di Borrello, in corrispondenza della fonte della Cannella. Ripercorre un'antica mulattiera che
raggiunge la base della cascata offrendoci un punto d'osservazione che esalta la spettacolarità dello scenario.
Oltrepassato il fiume su un piccolo ponte, il sentiero prosegue terminando dopo circa quattro ore di cammino, alla sommità delle Cascate del Verde, in
prossimità del Museo delle Acque.

Il sentiero delle Valli parte nelle vicinanze della Chiesa di Sant'Egidio e conduce su terreni in cui rimangono ancora evidenti i segni di insediamenti passati: antichi pozzi, tholo.
Da vedere:

Il palazzo baronale, oggi sede del municipio, ha una imponente struttura quadrata con la base a scarpa che si eleva dal punto più alto del paese; ospita il museo della civiltà contadina con una raccolta interessante che illustra numerosi e significativi attrezzi utilizzati dalle generazioni passante nel lavoro dei campi. Di particolare interesse è il fatto che tutti gli oggetti esposti o documentati sono autentici e sono stati utilizzati fino a qualche decennio fa dai contadini che li hanno donati spontaneamente al museo.
Accanto al palazzo dei baroni si nota la torre dell’orologio con alla sommità una struttura piramidale in ferro battuto che sorregge la campana dei rintocchi dell’orologio. In epoca medioevale la torre era più bassa e consentiva l’appoggio del ponte levatoio che per motivi di sicurezza costituiva l’unico accesso ai piani alti del palazzo; un lungo tratto della catena che collegava il ponte al suo argano è conservata nel museo. La chiesa di S. Antonio da Padova fu realizzata nel ’500 su un preesistente edificio religioso inglobando la possente torre civica innalzata precedentemente nella seconda metà del ‘400, oggi si presenta completamente restaurata, con stucchi e affreschi che ne impreziosiscono le volte delle due navate insieme ad alcune tele del ‘700.

La
chiesa di S. Egidio Abate, patrono di Borrello, che fu innalzata in età medioevale sul ciglio del costone che delimita a nord il paese. S. Egidio era caduta in completo abbandono ed è stata restaurata, con qualche piccola variante rispetto alla costruzione originaria, e riaperta al culto solo recentemente; l’interno non presenta particolari decorazioni ma la struttura nel suo insieme, sia all’interno che esteriormente, da una idea completa del complesso architettonico di un edificio di culto, ben difeso e posto su uno sperone inaccessibile se non dal lato del paese; la piazza antistante la chiesa, da poco ristrutturata a gradoni semicircolari, offre una balconata che si affaccia gradevolmente sull’ampissima valle fluviale sottostante. Tutto il circondario è ricco di sorgenti spesso incanalate in suggestive fontane, ma la più caratteristica è senz’altro la fonte vecchia, localmente denominata fonte a ball’ per indicare la sua posizione rispetto al centro storico più elevato; è costituita da tre gelidi gettiti di acqua che alimentano un capiente abbeveratoio per il bestiame e da un lungo lavatoio costituito da blocchi di pietra scanalata dove in passato le donne si recavano per lavare i panni o per attingete l’acqua con le conche di rame.
La porta saracina è una particolare formazione rocciosa costituita da un arco posto al di sopra di uno stretto passaggio scavato in profondità, deriva il suo nome dal fatto che nell’alto medioevo i ripari di roccia del luogo consentivano di sorvegliare dall’alto i movimenti delle bande di saraceni che dall’Adriatico risalivano il corso del Sangro verso l’interno saccheggiando i centri sparsi lungo la valle.


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