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Dal mare alla montagna in pochi minuti.

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Dove nasce il fiume

Le sorgenti del Pescara a Popoli

"...La Riserva è costituita da un limpido e cristallino specchio d’acqua di rara bellezza originato da una miriade di piccole e grandi polle, con una portata complessiva di circa 7.000 l/s... Da qui, dopo qualche km, confluendo nel fiume Aterno, da vita al Fiume Aterno-Pescara.

Sorprende l'Abruzzo

Il mare, la collina e la montagna si guardano dirimpettai.
I numerosi borghi medievali respirano l'aria salmastra e il freddo pungente dell'inverno mentre le cittadine sulle riviere guardano le vette del Gran Sasso e della Maiella nel susseguirsi delle stagioni. (leggi)
Il Lago di Campotosto

è il più grande lago artificiale dell'Abruzzo.
Si trova ad un'altitudine di 1313 m s.l.m. e ha una superficie di 1400 ha.

Fu creato negli anni Trenta-Quaranta con lo scopo di utilizzarne le acque per il funzionamento delle centrali idroelettriche nella
valle del Vomano.
Il castello di Rocca Calascio
   

e Santa Maria della Pietà
Le ricette della tradizione: pasta alla mugnaia

La pasta alla Mugnaia è una pasta antica e tradizionale di Elice, paese in provincia di Pescara, che deve le sue origini agli antichi mugnai della vallata del fiume Fino. La mugnaia è una pasta rustica fatto a mano con farina di grano duro, di grano tenero, uova e acqua.
 
Ingredienti per 4 porzioni: 250 g. di farina 00 debole; 250 g. di semola rimacinata di grano duro; 1 uovo; 280 ml di acqua.
Mescolare tutti gli ingredienti e impastare per circa 5 minuti, lasciar riposare per almeno 30 minuti
Per il condimento: olio d’oliva; trito di carota, peperone e cipolla; carne con osso di maiale e di castrato (va bene anche l’agnello); un bicchiere di vino rosso per sfumare; passata di pomodoro; grana o pecorino.
Soffriggere il trito nell’olio ed aggiungere la carne, farla rosolare ed aggiungere un po’ di vino. Far cuocere la carne per 10/15 minuti, bagnandoall’occorrenza. Aggiungere la passata di pomodoro e cuocere per circa 60 minuti. Il sugo deve essere bello corposo. Cuocere la Mugnaia, condire con il sugo e spolverare generosamente di pecorino o grana



I fagioli di Paganica
Esistono due varietà di fagiolo di Paganica: entrambe a ciclo lungo (dai 160 ai 180 giorni di coltivazione), con fiori bianchi e portamento rampicante, possono raggiungere i due metri se sostenuti con appositi pali in legno di salice. La differenza tra le due tipologie è il colore del seme: il fagiolo a pane (anche definito “ad olio”) è di colore beige tendente all’avana o al nocciola e ha un occhio centrale, mentre il fagiolo bianco (anche definito “a pisello”), è di colore bianco avorio ed è leggermente più tondo del precedente.
https://www.fondazioneslowfood.com

Sagra delle ciliegie a Raiano

1 - 3 giugno 2018




Cantine Aperte 2018
26 e 27 maggio

Festa del narciso Rocca di Mezzo,
il 27 maggio
fuori casa in Abruzzo
Ignazio Silone, abruzzese da Pescina

 
centro studi Silone a Pescina e la casa natale.

"...Può annoverarsi tra gli intellettuali italiani più conosciuti e letti in Europa e nel mondo. Il suo romanzo più celebre, Fontamara, emblematico per la denuncia di oppressione e ingiustizia sociale della condizione di povertà, è stato tradotto in innumerevoli lingue. Tra il 1946 e il 1963 ha ricevuto ben dieci candidature al Premio Nobel per la letteratura..."  https://it.wikipedia.org/wiki/Ignazio_Silone
Pietro Cascella, scultore da Pescara

 
La Nave, sulla riviera di Pescara e le sculture al Museo Silone a Pescina.

"...
scultore, pittore, ceramista, è erede artistico del nonno Basilio Cascella e del padre Tommaso Cascella e dello zio Michele. Inizia da giovanissimo a interessarsi alla pittura seguendo gli insegnamenti del padre Tommaso. Nel '43, prende parte alla IV edizione del Quadriennale di Roma e nel 1948 alla prima edizione della Biennale di Venezia post-bellica..." https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Cascella
Villalago e l'Eremo di San Domenico



L'Eremo di San Domenico oltre alla Chiesa comprende una grotta scavata nella roccia calcarea, nella quale secondo la tradizione, attorno all'anno 1000 dimorò il monaco benedettino san Domenico.
I borghi più belli d'Abruzzo, in montagna
Nonostante l'Abruzzo sia una regione tutto sommato piccola, distesa fra mare, collina e montagna, risulta essere una delle meno popolate ma conta ben 305 comuni. E qui che sorgono numerosi i paesi più in alto nell'Appennino centrale, subito dopo quelli delle Alpi.
Rocca di Cambio, Campotosto, Pescocostanzo, Ovindoli, Rocca di Mezzo, Pizzoferrato, Roccaraso e Santo Stefano di Sessanio sono quei borghi adatti per una vancanza invernale ma anche per rinfrescarsi dalla calura estiva in agosto.

            
I borghi più belli d'Abruzzo, al mare
Da Vasto verso nord la costa abruzzese si distende per 130 km. Quella dei trabocchi è la più caratteristica soprattutto perchè si insinua fra rocce e spiaggie. Buon cibo, ferrovia e autostrade consentono spostamenti veloci, anche verso l'interno della regione. Molte località espongono orgogliosamente quella bandierà blu testimonianza di un mare pulito e incontaminato.
Vasto,  Rocca S. Giovanni, Fossacesia, San Vito Chietino, Francavilla al Mare, Pescara, Montesilvano, Silvi, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Giulianova  fino ad Alba Adriatica.


                                  
I borghi più belli d'Abruzzo, in collina

Vi sono piccoli borghi che sono dei gioielli. Abbiamo voluto allargare la definizione dei borghi più belli anche a quei  comuni che non sono inseriti nella classifica dei "Borghi più belli d'Italia" perchè riteniamo di considerare diversamente questo appellativo. Sulmona, per esempio, ne avrebbe tutti i diritti.

         


Itinerario: Borrello, le cascate di Rio Verde

Le Cascate del Rio Verde, le più alte dell'Appennino, seconde in Italia e tra le più alte in Europa e nel Mondo.
Può essere raggiunta percorrendo la A14 ed uscendo a Val di Sangro per poi proseguire lungo la superstrada fondovalle Sangro in direzione Castel di Sangro fino all'uscita per Quadri da cui si raggiunge Borrello. Oppure con l'autostrada A25 Roma-Pescara uscendo a   Sulmona e proseguendo fino a Castel di Sangro per poi percorrere la stessa fondovalle.

Dista da L'Aquila 169 km, da Pescara 103 Km, da Chieti 80 Km, da Teramo 163 km.
Il fiume Rio Verde nasce a Quarto, tra l'Abruzzo ed il Molise, e poi si congiunge al Sangro con un dislivello che crea spettacolari cascate formate da tre salti
di circa 200 metri. In zona potremo percorrere tre sentieri a piedi.
Il sentiero natura parte dal centro visite e in circa 2 km di cammino, ci permette di ammirare la purezza delle acque e la bellezze delle imponenti cascate.
Il Sentiero del Vallone Piccioni invece comincia dal paese di Borrello, in corrispondenza della fonte della Cannella. Ripercorre un'antica mulattiera che
raggiunge la base della cascata offrendoci un punto d'osservazione che esalta la spettacolarità dello scenario.
Oltrepassato il fiume su un piccolo ponte, il sentiero prosegue terminando dopo circa quattro ore di cammino, alla sommità delle Cascate del Verde, in
prossimità del Museo delle Acque.
Il sentiero delle Valli parte nelle vicinanze della Chiesa di Sant'Egidio e conduce su terreni in cui rimangono ancora evidenti i segni di insediamenti passati: antichi pozzi, tholo.




I calanchi di Atri

Comprende un'area di circa 380 ha, situata interamente nel territorio del comune di Atri, antica città d'arte in provincia di Teramo. La gestione è passata di recente al WWF, tramite una cooperativa.
Abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia

Sull’area dell’attuale abbazia sorgeva anticamente un tempio dedicato  alla dea Venere Conciliatrice, da cui il nome San Giovanni in Venere. Il  tempio era molto vasto con un ampio portico e una solenne gradinata.  Gli abitanti del luogo ne andavano orgogliosi e vi si recavano per  ottenere dalla dea la pace in famiglia. Vi andavano specialmente i  giovani nella imminenza delle loro nozze. Tra il 529 e il 543, vivente  ancora san Benedetto, vennero da Montecassino alcuni discepoli del santo  guidati dal monaco Martino che si era interessato perché sull’area del  monumento pagano, sorgesse un monastero benedettino. Fu abbattuta la  statua di Venere e venne demolito il tempio ormai assai fatiscente.  Sulle sue rovine fu edificata una prima chiesa cristiana di proporzioni  molto limitate dedicata alla Madonna e a san Giovanni Battista; venne  costruita anche una modesta abitazione per i
monaci. Non ci sono del  tutto note le vicende dei primi quattro secoli del monastero che, alle  dipendenze prima di Montecassino e poi di Farfa, si rese indipendente  solo nel 1004. (da http://www.sangiovanninvenere.it/la-storia/)
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Il lago di Penne

Il lago di Penne è una riserva regionale gestita dal WWF ed è, come affermano " da sempre un laboratorio molto avanzato, sia nel campo della ricerca e della didattica ambientale, che nell'applicazione tecnologica".
Occupa un'area di circa 1.300 ettari e nasce da un intervento dell'uomo."E' un esempio concreto di recupero ambientale".  


La torre di Cerrano

Come racconta il sito "La Torre di Cerrano è una delle antiche torri costiere del Regno di Napoli, si trova sulla costa dell’Adriatico, in provincia di Teramo, tra Silvi e Pineto. E’ uno pochi esempi rimasti integri della fitta rete di fortificazioni costiere del Regno di Napoli, che avevano la funzione di respingere i frequenti attacchi di turchi e saraceni provenienti dal mare.
Costruita intorno al 1568, il suo nome è tratto dal torrente che scende dai colli di Atri
e la cui foce é situata 500 metri a sud della torre, nel comune di Silvi.

Navelli è indubbiamente la capitale dello zafferano più buono d'Italia conosciuto in tutto il mondo., Nel mese di agosto si tiene la Sagra dei Ceci e dello zafferano, organizzata dalla locale pro-loco e in quell'occasione si possono gustare le prelibatezze del territorio.
Navelli è anche uno dei borghi più belli d'Italia e tutt'intorno vale la pena trascorrere qualche giorno tra arte, cultura e cibo.


Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Civitaretenga


per info: proloco di Navelli
https://www.facebook.com/Associazione-Pro-Loco-di-Navelli-136055409738772/
Rocca Calascio e la Chiesa di Santa Maria della Pietà



Il castello, che domina la valle del Tirino e l'altopiano di Navelli a poca distanza dalla piana di Campo Imperatore, è situato su un crinale a 1.460 metri d'altezza, in una posizione molto favorevole dal punto di vista difensivo ed era utilizzato come punto d'osservazione militare in comunicazione con altre torri e castelli vicini, sino all'Adriatico.
La struttura, interamente in pietra bianca a conci squadrati, si compone di un maschio centrale di antica origine e di una cerchia muraria in pietra e quattro torri d'angolo a base circolare fortemente scarpate, costruite a partire dal 1480. L'accesso avveniva attraverso un'apertura sul lato orientale posta a circa cinque metri da terra, cui si accedeva attraverso una rampa in legno, originariamente retrattile, poggiata su mensole in pietra.
Il castello, danneggiato dai terremoti, è stato soggetto a una serie di restauri conservativi tra il 1986 e il 1989 volti a risanare la struttura e a consentirne il recupero architettonico-funzionale, ed è oggi fruibile gratuitamente ai visitatori. Da esso si gode di un'ampia veduta, tra le più suggestive d'Abruzzo, con vista dei principali gruppi montuosi dell'Appennino abruzzese, dal Gran Sasso a nord (Corno Grande, Pizzo Cefalone, Monte Prena, Monte Camicia, Monte Bolza, Monte Ruzza), al Velino-Sirente, alla Maiella, ai Monti Marsicani, la sottostante Valle del Tirino, l'Altopiano di Navelli e in lontananza la Conca Peligna.

Nelle vicinanze della rocca, sul sentiero che porta a Santo Stefano di Sessanio, si trova la chiesa di Santa Maria della Pietà, un tempietto eretto nel 1596 sul luogo dove, secondo la leggenda, la popolazione locale ebbe la meglio su una banda di briganti.
La chiesa, probabilmente fondata su una preesistente edicola rinascimentale, presenta una struttura esterna a pianta ottagonale con un ambiente adibito a sacrestia appoggiato a una delle facciate e una cupola a otto spicchi. L'interno, articolato su un sistema di paraste tuscaniche, presenta un dipinto raffigurante la Vergine miracolosa e una scultura di San Michele armato.
La chiesa, oggi adibita a semplice oratorio, è meta di fedeli e devoti. (https://it.wikipedia.org/wiki/Rocca_Calascio)
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Il fiume Pescara

Il popolo dei latini lo chiamavano Aternus. Da questo nome derivò quello di Aternum con cui si indicava, in epoca romana, un villaggio posto alla foce del fiume (l'odierna Pescara), porto dei Vestini e dei Marrucini; successivamente il villaggio sarà denominato Vicus Aterni o Ostia Aterni, con riferimento alla tipicità del luogo (ostia vuol dire appunto "foce"), prima di venire distrutto dai Longobardi. Aternus dava inoltre il nome alla città sabina di Amiternum (da Amnem-Aternum, ovvero "presso l'Aterno"), fondata lungo il corso del fiume nella piana ad ovest dell'odierna L'Aquila.
Nel medioevo la parte finale del fiume fu chiamata Piscaria per la pesca che vi si faceva e da esso prese il nome il nuovo villaggio sorto sul luogo della vecchia Aternum, poi diventato definitivamente Pescara.
(wikipedia)
Una passeggiata nel passato

Proponiamo una visita ad Alba Fucens, nel comune di Massa d'Albe. Rappresenta il sito romano tra i più significativi e meglio conservati in Abruzzo.

Dista da L'Aquila 53 km, da Pescara 114 Km, da Chieti 103 Km, da Teramo 98 km.

Il nome Alba Fucens deriva dalla posizione: dal centro abitato si poteva ammirare l'alba sorgere sul lago del Fucino, prima che venisse prosciugato nel 1876.
Visitando Alba Fucens troveremo resti architettonici ben visibili come edifici civili e religiosi. (leggi)


Majelletta - Anfiteatro delle Murelle - Monte Focalone

Eccovi un classico itinerario, tra i più frequentati della Majella che regala agli escursionisti magnifiche vedute sui valloni dell'Orfento, di Selvaromana e delle Tre Grotte.
Il sentiero è facile e non troppo lungo, ci darà la possibilità di incontrare i camosci dell'Altopiano delle Murelle.
La nostra passeggiata parte dal valico e dagli alberghi della Majelletta, raggiungibili dal passo Lanciano, e potremo proseguire in auto per il rifugio Pomilio, la vetta della Majelletta ed il parcheggio che precede il Blockhaus.
L'escursione ha un dislivello di circa 700 metri in salita ed in discesa, ed è completabile in circa 4 ore di cammino.
Itinerari
Le montagne
Gli itinerari


Associazione Amici d'Abruzzo C.F. 91112710685

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