Taranta Peligna

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Taranta Peligna è un comune di 500 abitanti posta nella valle dell'alto corso Aventino, alle pendici della Majella sud-orientale a 460 metri s.l.m.. Fa parte della Comunità Montana Aventino-Medio Sangro.
 
Storia - cenni
Si suppone che la nascita del paese risalga all'epoca medievale durante la quale fu eretto un castello a scopo difensivo ed intorno al quale si sviluppò il nucleo abitativo.
Le prime notizie storiche risalgono al XII secolo quando Taranta Pelgina risulta feudo di Berardo di Acciano e di Enrico di Portella. Nel XV secolo divenne possedimento dei Caldora e successivamente dei Malvezzi, aristocratici bolognesi. Nel XVIII secolo la famiglia d'Aquino ne detenne la signoria fino alla fine del XIX secolo. Nel 1865, con l'Unità d'Italia, il nome Taranta divenne ufficialmente Taranta Peligna.
 
Durante la Seconda Guerra Mondiale, il paese venne interamente distrutto e saccheggiato dai soldati tedeschi con l'uso delle mine. I tarantolesi, per sfuggire agli invasori, abbandonarono il borgo rifugiandosi tra i ripari naturali offerti dalla Montagna Madre, ricca di grotte ed anfratti. Già dal XIII secolo, Taranta Peligna, fu un importante centro per la produzione della lana. Grazie alla diffusione della pastorizia ed alla qualità dei pascoli, il paese era considerato tra i migliori produttori di manufatti lanieri, soprattutto per le cosiddette “tarante” ovvero pregiate stoffe di lana grezza. L'attività laniera ebbe il suo massimo splendore dal 1500 in poi, quando la famiglia Malvezzi di Bologna, legata ai Medici di Firenze, acquistò le migliori nozioni sulla lavorazione dei panni di lana già fiorente in Toscana.
Attualmente l'attività industriale legata alla produzione laniera è cessata.
 
Da visitare:
la Chiesa di San Biagio risalente al XVI secolo, fu quasi completamente distrutta dai terremoti del 1915 e del 1933; la Chiesa Parrocchiale di San Nicola da Bari costruita nel XVIII secolo; la Croce delle Pietre, nei secoli è sempre stata meta di atti penitenziali, risalente al 1589, rifatta nel 1792, trafugata e ricostruita nel 1999; il Santuario della Madonna della Valle, di fondazione molto antica, fu fatta ricostruire quasi del tutto verso la metà del 1800 da Federico Carri; la Madonna del Carmine, edificata alla fine dell'Ottocento, sorge su uno sperone roccioso fuori dal paese; la Grotta del Cavallone, una cavità naturale nelle viscere della Majella a quota 1475 metri s.l.m.; le Acquevive, una zona dannunziana caratterizzata da alberi secolari e anfratti pieni di verde.
 
Escursioni Abruzzo: Le grotte del Cavallone

Taranta Peligna: ristoranti, alberghi, agriturismo, b&b, cantine
 
Frazioni: Ortole
 
Comuni vicini:
 
 
 
 
(Le immagini di Taranta Peligna sono protette da copyright. I testi sono tratti dal sito del Comune di Taranta Peligna e da Wikipedia. Tutti i testi di Wikipedia sono rilasciati sotto licenza GFDL.)
 
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