Lama dei Peligni

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Lama dei Peligni sorge a 669 m s.l.m. tra il fiume Aventino e le falde del massiccio della Majella, infatti si sviluppa nel cuore del Parco Nazionale della Majella. E’ inoltre compreso nella Comunità Montana Aventino-Medio Sangro e conta 1.478 abitanti.
 
Storia - cenni
Noto come il paese dei camosci, per la presenza nel suo territorio di questa specie animale, affonda le sue origini sin dal pre-neolitico. Diversi i reperti rinvenuti come: pitture rupestri, i resti di un villaggio neolitico e la sepoltura preistorica dell’ “uomo della Majella”.
 
La provenienza del suo nome viene ricollegata al termine "Lama", di derivazione prelatina, che significa "terra dove l'acqua ristagna"ad indicare che primi insediamenti umani,non si concentrarono precisamente nel luogo in cui oggi si sviluppa, ma in qualche zona circostante. Scarseggiano informazioni che ci permettano di tracciare con precisione la presenza di popoli giunti in zone vicine. Diversi studiosi, tuttavia, ritengono che Lama dei Peligni fosse abitata in epoca preromana dai Carricini o Carecini, popolo di pastori di origine sannitica.
Nel 1862, l’amministrazione comunale sostenendo che Lama fosse stata abitata dai Peligni le aggiunse il nominativo “dei Peligni”. Nel 1406, durante il feudalesimo, venne governata dai Caldora per poi passare ai Capua rimanendovi sino al 1667.
Nei secoli successivi subì i gravi danni provocati da diversi terremoti e, nel secolo scorso, le due guerre mondiali, spinsero gli abitanti a ricercare rifugio altrove emigrando. Ciò provocò una riduzione demografica del paese.
 
Da visitare:
la Chiesa Parrocchiale di San Nicola e Clemente. Costruita nel 1804 dalla fusione di due Chiese da cui prende il nome.  E' una delle poche chiese abruzzesi del Rinascimento di forma basilicale;  il Monastero di S. Maria della Misericordia (Convento di S. Antonio). Risalente al 1327, venne costruito per volontà di Padre Roberto da Salle, seguace di Celestino V. Fu ristrutturato nei secoli a causa dei danno subiti dal trascorrere del tempo e dai terremoti.  Il Palazzo dei baroni Carosi-Tabassi. Datato al XVI secolo, apparteneva alla famiglia sveva dei Carosi-Tabassi giunti in Italia nel 1200. Nello stemma di famiglia, è evidente un cingolo militare con le lettere SPQR ad indicare la loro qualità di conti palatini;  il Palazzo Verlengia. Risalente all’ottocento, è situato in piazza Umberto; I  la Fonte Cannella e Fonte del Capo. Del XVI secolo, poste all’ingresso del paese, venivano utilizzate come lavatoi pubblici; il Museo Archeologico Naturalistico di Lama dei Peligni "Maurizio Locati"; Grotta del Cavallone.    
 
Tradizioni e folklore:
l’Adventus. Si svolge ad agosto e ripercorre il viaggio di un monaco che quando tornò nel suo paese riportò una scultura di Gesù Bambino; la festa di Santa Barbara, la protettrice dei minatori. Si svolge il 26 dicembre, e prende il nome di Ballo della Pupa.
 
Piatti tipici:
Sagne a tacconi, Brodo con pallottine e pizza rustica, Pizza scime, Pizza e fojje.  Turcenielle d' agnello, Pallotte casce e ove.  Sfogliatelle, Pizzelle, Cicerchiata, Fiadone, Torroncini con le noci.
 
Frazioni:
Corpi Santi, Fonti Rossi, Vaccarda, Piani Marini
 
Comuni vicini:
 
Lama dei Peligni: ristoranti, alberghi, agriturismo, b&b, cantine
 
(Le immagini di Lama dei Peligni sono protette da copyright. I testi sono tratti dal sito del Comune di Lama dei Peligni e da Wikipedia. Tutti i testi di Wikipedia sono rilasciati sotto licenza GFDL.)
 
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