Pettorano sul Gizio

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Tra i borghi più belli d'Italia
Pettorano sul Gizio sorge a 625 m s.l.m. tra la Conca Peligna e l’altopiano delle Cinquemiglia. E’ compreso nella Comunità montana Peligna e considerato tra i Borghi più belli d'Italia. Conta 1.320 abitanti. Fa parte del territorio del Parco Nazionale della Maiella.
 
Storia - cenni
Il suo nome trae origine dal termine latino “Pectorianum” che significa “podere della famiglia Pictoria”. La zona in cui si sviluppa, era già abitata durante il paleolitico, ma tra i reperti che rendono grandioso il paese vi è un frammento in greco risalente al 301 d.C. e relativo all'Edictum de pretiis rerum venalium, emanato dagli imperatori Diocleziano e Galerio per l'oriente e da Massimiano Erculeo e Costanzo Cloro per l'occidente. Durante il medioevo, il fatto che il paese sorgesse su un promontorio detto “La Guardiola” ( in quanto la presenza del fiume Gizio e del torrente Riaccio ne rappresentavano una difesa naturale) rappresentava una valida base di difesa.
Sulla parte più elevata di questo, si procedette all’elevazione di una torre a "puntone" ed in seguito, venne costruito un recinto fortificato che la circondasse proteggendo inoltre gli abitanti dagli incombenti attacchi di nemici e briganti. Nel tardo medioevo inoltre venne costruita una cinta muraria che presentava sei porte (Portareale o Delle Manere o di Cencio, Porta S. Nicola, Porta Mulino, Porta S. Marco o delle Macchie, Porta delle Frascare o di S. Margherita e Porta S. Antonio o Ciminello).
L’importanza di Pettorano sul Gizio fu tale che Federico II di Svevia la sfruttò quale centro strategico per la riconquista dell’Abruzzo.
 
Da visitare:
il Santuario di S. Margherita. Fondata agli inizi del 1300 dall'antica castellana Margherita de Corbano nella Valle di Frevana, presso una sorgente d'acqua. La sua importanza era data dall'antico rito del "passar l'acqua", propiziatore della fertilità; la Chiesa di San Donisio. Eretta nel 1674 subì gravi danni a causa del terremoto del 1706. All'interno conserva un Crocifisso quattrocentesco e una bella statua di Madonna con Bambino; il Palazzo Ducale. Originariamente adibito a difesa conserva una bella fontana a due bacini posta da Fabrizio II Cantelmo, come ricorda l'iscrizione del XVII secolo. Il lato occidentale della piazza si affaccia sulla valle del Gizio; il Palazzo Barocco o Castaldina. Prende il nome dalla famiglia dei Castaldi che qui tennero la loro dimora nel 1600. Fu restaurata nel 1794 in eleganti forme barocche; il Palazzo Croce. Presenta due entrate e nell'atrio del palazzo è conservato il documento più prezioso delle antichità di Pettorano, il frammento in greco dell'Edictum de pretiis rerum venalium risalente al 301 d.C. il Castello. Eretto nel XI secolo, originariamente presentava una torre centrale di avvistamento (puntone) a pianta pentagonale intorno alla quale fu in epoca angioina innalzata l'attuale cinta muraria con le superstiti due torri circolari

Frazioni:
Conca, Frascate, Vallelarga, Vallepescara

Comuni vicini:
Cansano, Introdacqua, Pescocostanzo, Rocca Pia, Scanno, Sulmona

Prodotti tipici:

La "polenta rognosa", cotta rigorosamente in paiolo di rame e condita con salsiccia, pancetta e parmigiano.

Pettorano sul Gizio: ristoranti, alberghi, agriturismo, bed and breakfast, cantine

 

(Le immagini di Pettorano sul Gizio sono protette da copyrirght. I testi sono tratti dal sito del Comune di Pettorano sul Gizio e da Wikipedia. Tutti i testi di Wikipedia sono rilasciati sotto licenza GFDL.)
 
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